L’insostituibile ruolo dei ricercatori e il rapporto con la tecnologia.


Lo sviluppo prepotente della tecnologia della comunicazione ha dato un grande impulso ad applicazioni innovative nel campo delle ricerche di marketing. Oggi siamo in grado di scandagliare migliaia di conversazioni online in pochi minuti, trarne distribuzioni per parole chiave, concetti, livello di empatia, ecc., in modo molto efficiente. Oggi siamo in grado di produrre rapidamente grafici di elevato impatto, renderli pienamente interattivi, creare dashboard da pubblicare online, aggiornabili in tempo reale. Oggi possiamo condurre discussioni a distanza, in collegamento audio-video, o gestire discussioni asincrone (rif. Bulletin Boards) tra persone distanti centinaia o migliaia di chilometri.

Eppure ancora oggi il successo delle ricerche di marketing è funzione di chi pianifica e costruisce la ricerca, di chi usa sapientemente gli ingredienti tecnologici e la necessaria interazione con il campione, persone come noi, di chi sa cosa rappresentare e come e, infine, ne trae conclusioni e spunti critici. Il lavoro del ricercatore e degli analisti dei dati testimonia come anche oggi non possiamo immaginare un futuro completamento affidato alla robotica e all’automazione, bensì una proficua interazione uomo-tecnologia.

E’ ancora il ricercatore a dettare i tempi del “perché”, del “come”, del “e quindi adesso”, certo in maniera più accentuata nel campo delle tecniche qualitative, ma anche nell’approccio quantitativo. Ovviamente il ruolo dei ricercatori e analisti deve evolvere, (ne abbiamo già parlato in altri articoli), è in corso una evoluzione che vede il buon ricercatore sempre più coinvolto nel processo di business del cliente, sempre più in grado di interagire a livello creativo e immaginare soluzioni alle problematiche sollevate dai dati.

Il 21° GRIT REPORT (cliccare qui per il download) contiene in questa edizione un focus sui requisiti richiesti ai laureati dei master in Marketing Research degli US. Requisiti che possono essere estesi alle professionalità della ricerca di marketing a livello mondiale, anche perché il campione sul quale si basa il rapporto di Greenbook è di respiro effettivamente mondiale.

Al primo posto nei requisiti ideali si piazza la capacità di pensiero critico. Questo primato vale da solo più di tante riflessioni: è vero quindi che nel ricercatore moderno il saper organizzare, pianificare e condurre una ricerca, nonché realizzare una efficace analisi e presentazione dei dati non basta. E’ richiesto pensiero critico, ossia qualcosa che fino a qualche critical-thinkinglustro fa era bandito dal dizionario del fornitore ideale di ricerche. Le competenze che si piazzano immediatamente dopo al pensiero critico sono ancora di tipo “qualitativo”, nell’ordine: al secondo posto la capacità di costruire approfondimenti e riflessioni, al terzo ottime competenze di comunicazione scritta, al quarto capacità di parlare e realizzare presentazioni. Le competenze strettamente tecniche (Data Science, uso dei tool, ecc.) occupano invece posizioni di retrovia, quasi fossero date per scontate.

In definitiva tutto congiura a favore di una salita dei ricercatori di marketing nella “stanza dei bottoni”, a patto di dimostrare quotidianamente elevgrit21ata padronanza del bagaglio pregresso nonché la capacità di governare processi, condurre il team di lavoro, gestire financo i clienti. Una evoluzione a tutto tondo verso la figura del “ricercatore manager”.

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