L’ufficio studi aziendale è in genere una struttura di supporto per lo studio dell’ambiente competitivo, dei mercati, dei vincoli normativi, dei rischi e delle opportunità future . L’ufficio studi crea conoscenza e consapevolezza della situazione interna ed esterna all’azienda. L’obiettivo primario dell’attività di un ufficio studi aziendale è il supporto alle decisioni del management.

Ad oggi le aziende dotate di una struttura interna per lo svolgimento sistematico di attività di studio sono una minoranza. Tra di esse si possono annoverare per lo più grandi aziende o gruppi. I motivi ?

  • percezione di una scarsa utilità di una struttura simile
  • tendenza alla contrazione dei costi e quindi al taglio di attività non immediatamente profittevoli.

Il secondo fattore è strettamente correlato al primo, nell’ovvia considerazione che se devo tagliare comincerò con il farlo rispetto alle attività meno profittevoli.

Quindi il problema è essenzialmente: mi è utile o no un ufficio studi ?

Una sola risposta non c’è, i fattori in gioco sono molti e sempre troppo legati alla situazione specifica dell’azienda.  Penso tuttavia che un “buon” ufficio studi sia sempre molto utile per supportare il management nelle decisioni che prendono.  Quindi la questione finale è: quanto è buono (e quindi utile) il mio centro studi.

Di seguito propongo alcune riflessioni in ordine sparso su cosa influisce sull’efficacia di un ufficio studi, posto che, ovviamente, l’ingrediente numero uno è la qualità delle persone che lo animano…

  1. individuazione degli ambiti di studio e degli obiettivi conoscitivi.  Spesso il problema degli uffici studi è che NON CONOSCONO le domande alle quali il management sta cercando una risposta. Chi dirige l’ufficio studi deve preoccuparsi anzitutto di farsi le domande giuste. Come disse Oscar Wild, “A dar risposte sono capaci tutti, ma a porre le vere domande ci vuole un genio.” Ecco quindi proliferare studi che non interessano il management o che rispondono solo in parte alle esigenze dello staff di Direzione. Un buon direttore dell’ufficio studi deve essere sempre in collegamento con il management e conoscere le esigenze
  2. una comunicazione efficace. Si dice ormai da anni che i manager non hanno tempo per leggere monografie da 200 pagine. Così ci siamo sempre più orientati verso le presentazioni rapide, poche slide ma buone … Ma sono davvero buone queste poche slide ? Riusciamo con esse a comunicare in modo rapido, incisivo e penetrante i concetti altrimenti espressi in 10 pagine di spiegazioni ? Un buon studio comunicato in modo non efficace vale quanto un pessimo studio, ovvero zero.
  3. gestione oculata del budget. Proprio perchè le risorse a disposizione delle attività di studio e ricerca sono, (specialmente in Italia), sempre scarse e sempre PIU’ scarse, è importante gestirle in modo oculato. Come per gli investimenti finanziari, vale la regola della diversificazione: il budget disponibile va suddiviso tra più filoni di ricerca e più strumenti di ricerca.
  4. massimizzare l’esistente. Ormai è retorica, ma la quantità di informazioni presente nella rete è elevato, sebbene la qualità dell’informazione disponibile non sia sempre adeguata. Nell’ambito della customer satisfaction e della corporate image, il “rumore di fondo” della rete è sempre una fonte di conoscenza primaria. Sebbene non consiglio di sostituire completamente le tradizionali indagini di customer satisfaction.
  5. uso di strumenti innovativi. La tecnologia ci mette a disposizione opzioni impensabili nel passato anche recente, ma poche aziende le stanno già adottando. Penso per esempio agli strumenti di Text Analytics, ai tool per svolgere discussioni asincrone a distanza (bulletin board), a quelli per condurre focus group, ecc.
  6. collegamenti e rete di relazioni. “Stare sul pezzo” è possibile se si coltiva e si vive una rete di relazioni, con altri “studiosi”, con altri centri studi, ecc. Fatta salva la sacrosanta necessità di garantire la tutela delle informazioni commerciali della propria azienda e di non divulgare all’esterno tale informazione, un buon ufficio stPeople_networking_1udi deve essere in grado di sviluppare iniziative comuni con soggetti esterni, di dare e ricevere, di seguire con occhi attenti le discussioni e le problematiche degli “altri”