Anche negli Stati Uniti è in atto un dibattito sulla qualità delle ricerche di marketing. Pare che anche là non siano tutte rose e fiori. Kathryn Korostoff , fondatrice e presidente di Research Rockstar di Boston ha recentemente scritto su Linkedin che “I have spoken to many clients over the years who have felt “burned” by past market research suppliers. Having some standards, promoting adherence to ethics standards, and being more public about memberships in professional organizations will help the industry’s perceived credibility. I remain stunned at how most market research agencies say little or nothing about ethics on their web sites, and most bury professional association badges on obscure pages.”

Kathryn quindi si sbalordisce per la scarsa enfasi data ai valori etici nella ricerca di marketing, ma soprattutto lancia un’accusa precisa riconoscendo che molti clienti potenziali del settore possono allontanarsi per la scarsa qualità delle ricerche che hanno pagato fior di dollaroni.

Nel frattempo il CASRO (Council of American Survey Research Organisations ) ha costituito un organismo di audit e certificazione per gli istituti di ricerca statunitensi che intendono rispettare gli standard internazionali di ricerche di mercato ISO 20.252 e 26.362. Nello specifico, si tratta del set minimo di norme atte a garantire la qualità nelle ricerche di mercato. La ISO 26.362 si occupa in particolare dei panel.

Personalmente ho sempre diffidato un pò delle norme rigide e fissate a tavolino e molti di Voi certamente saranno stati annoiati e infastiditi da una serie di procedure un pò troppo burocratiche e a volte prive di reali contenuti che occorre mettere in atto per essere certificati. Tuttavia, e questo è solo un esempio, occorre fissare dei paletti per distinguere nettamente chi lavora con coscienza e professionalità da chi invece non è disposto (o non è capace) a farlo. Le norme, quando ci sono, non sono sempre apprezzate da tutti ma tutti le possono e devono rispettare.  Gli istituti che garantiscono un lavoro di qualità sono del resto sia in grado di rispettare le norme minime che introdurne altre, originali e forse migliori.

Credo che spetti innanzitutto alle associazioni di categoria affrontare il problema. E’ stata avviata una riflessione ? Ritengono le associazioni che introdurre degli standard di qualità sia utile nel medio-lungo periodo all’intero settore ? E’ sufficiente emanare una serie di enunciazioni, fotocopia delle norme etiche ESOMAR, senza fare nulla per controllarne l’applicazione ?

Dati-Pinocchio, una razza ancora non estinta

E ancora. E’ ipotizzabile che anche in Italia si possa costituire una commissione di audit e certificazione a tutela del buon nome degli istituti che vogliono distinguersi e assicurare qualità e regolarità delle ricerche ?