In questi giorni, conducendo diversi focus group relativi a giochi online, ho potuto constatare che la quasi totalità delle persone che hanno iniziato a giocare online l’ha fatto su spinta di propri amici.

Sulla forza del passaparola si è detto e scritto molto, in qualche modo ci sono state costruite sopra anche discipline di marketing, p.e. il buzz marketing o il viral marketing, ma è quando lo puoi toccare con mano che ti puoi accorgere della forza della gente nel determinare le fortune di questo o quel prodotto/servizio.

Una indagine della Nielsen condotta su oltre 25 mila utenti di internet ha messo in evidenza il desiderio della gente di acquisire opinioni e consigli da altri individui piuttosto che dalla pubblicità.  Il fenomeno può avere effetti esplosivi se il passaparola è messo in pratica in rete. Provare per credere, quando la teen ager Bowiechick “ha postato il proprio video su Youtube  prendendosi un po’ in giro e giocando con gli effetti speciali del computer e della web camera, probabilmente non immaginava che sarebbe stato visto in soli due giorni 280 mila volte generando migliaia di commenti. La ragazza ha deciso così di postare un secondo video in cui spiegava come gran parte del merito fosse da imputare alla sua Quickcam Orbit MP di Logitech. Risultato: in pochi giorni, le webcam Logitech nelle classifiche di vendita di Amazon.com hanno guadagnato moltissime posizioni, indicando chiaramente come fossero influenzate dal buzz generato dall’adolescente. Una campagna promozionale ideata dalla Logitech forse non avrebbe mai raggiunto un tale successo.” (brano tratto da Buzz marketing: la forza del passaparola di Marta Bartolozzi ).

Alla base del successo di queste forme di pubblicità virali, siano esse intenzionali o no, c’è comunque la bontà dell’idea, l’originalità e la forza dirompente del messaggio. Come spiegato da Seth Godin nel suo articolo Viral growth trumps lots of faux followers alla base del successo non c’è il numero iniziale dei followers, ma, appunto, la bontà del messaggio.