Tempo di sondaggi, c’è fermento nel mondo politico. Le elezioni regionali sono l’occasione per ridefinire gli assetti di potere e anche quelli della lobby affaristica che gira intorno alla sanità e alle altre competenze delle regioni. E’ stupefacente vedere quanto e come si moltiplichino le facce radiose che vediamo affisse in giro per la città, tutti ci rassicurano che faranno il massimo per noi. Lavoro e benessere ci travolgeranno in una nuova età dell’oro, i debiti delle amministrazioni locali spariranno e i servizi saranno finalmente portati al livello europeo.

Noi di certo faremo molto per loro e mentre alcuni spariranno e non potremo mai sapere se la loro passione per la politica sarà definitivamente evaporata, altri resteranno (ed è proprio lì il problema…).

Ma di sondaggi si parlava. I sondaggi sono uno strumento importante. Possono determinare la scelta del candidato più opportuno, supportare la scelta dei temi sui quali incentrare la campagna elettorale, svelare i punti di forza e di debolezza dell’avversario, misurare l’effetto della campagna con un tracking a cadenza ravvicinata (settimanale o anche meno). Un sondaggio ben realizzato è convertibile in molti voti …

Da appassionato probabilista e statistico, nonché ormai sondaggista acquisito, non posso rimanere però indifferente all’uso deviato di certi sondaggi. Ecco alcuni esempi:

  1. Il sondaggio come mezzo di influenza sulle decisioni di voto: alcuni sondaggi “sparati” sulle prime pagine dei giornali o rimbalzati da un blog all’altro sono spesso frutto di strategie di comunicazione mirate. Essi vogliono dimostrarci che questo o l’altro uomo politico/partito sono in salute, in crescita, che non c’è speranza per l’avversario e se poi c’è lo sbarramento, bé, allora date un “voto utile” e stroncate i partitini dello 0,5 e poco più. Molti di questi sondaggi appaiono di dubbia rettitudine… Bastano le regole in vigore  a difenderci da simili sopraffazioni ? Da esperto direi di no. Un controllo vero sui dati raccolti non viene effettuato da nessuno…
  2. Il sondaggio “pilotato” per l’eliminazione di un candidato: succede come tutti noi verifichiamo ogni giorno che all’interno dei partiti si scatenino lotte interne per la scelta dei candidati. Succede anche che i partiti organizzino dei sondaggi ad uso interno per la scelta del candidato. Tutto bene, peccato che a volte la scelta sia stata già effettuata e si cerca di piegare il sondaggio a quello scopo. Ma conviene far correre il candidato migliore, o no ? Si vuole vincere oppure preservare “gli equilibri interni” ?

Questi sono I SONDAGGI CHE NON SERVONO !

Qualche tempo fa mi è capitato di lavorare su una serie di sondaggi per un candidato sindaco di una grande città italiana. I risultati mostravano fin da subito che le speranze di vittoria erano limitate. Un componente dello staff elettorale del candidato cominciò così a contestare pesantemente il mio operato, arrivando persino a ipotizzare che non sapevamo fare medie, somme e sottrazioni, per questo, quello e quest’altro motivo (sorvolo sulla scientificità delle sue ipotesi, per quieto vivere). Certo, era visibilmente preoccupato per il SUO lavoro, non della campagna elettorale. Lavorare così non è stato facile. Con l’ultimo sondaggio, a una settimana dalle elezioni, abbiamo calcolato  stime delle intenzioni di voto che poi hanno differito solo dello 0,7% rispetto alla realtà… Un figurone, nessuno mi ha mai ringraziato, ma la soddisfazione è rimasta.

Allora cari partiti, partitini e candidati: fate solo i sondaggi che servono. Affidateli a chi Vi può assicurare affidabilità e non solo la propria notorietà, più o meno televisiva. Fateci lavorare con professionalità, passione, serenità. Utilizzate i dati veri, genuini e di buona qualità per avvicinarvi ai cittadini-elettori.

E soprattutto fate Vostra questa frase di Kant che ho riportato anche nella pagina del mio profilo: “l’onestà è la migliore politica”.

Io ci ho provato, adesso a Voi…

Sandro Savoldelli